[Consigli Sulla Scrittura] Il realismo, l’iperrealismo e l’irrealismo nelle storie
Consigli Sulla Scrittura Add commentsQuando si scrive qualcosa, sia una fanfiction o una originale, spesso ci si trova davanti al dilemma se mantenersi realistici di fronte ad una certa scena o se prendersi delle “licenze poetiche”.
Questo si riallaccia, un po’, al discorso fatto a suo tempo in un’altro articolo sul documentarsi per scrivere una storia.
Alcuni scrittori, come ad esempio Jules Verne o Michael Chricton, hanno scelto di mantenersi nel mezzo dando alla loro produzione più prettamente fantascientifica una nota di finto realismo basato su concetti reali; altri, come ad esempio Stephen King nelle sue produzione quasi fantascientifiche – cito a memoria Tommiknocker, Dome e Cell – hanno scelto invece di mantenersi su di un piano meno realistico senza preoccuparsi di dare delle spiegazioni degli eventi che accadevano.
Si tratta, come è evidente, di scelte stilistiche specifiche di ogni autore che, però, devono essere poi supportate da una padronanza di ciò che si sta scrivendo abbastanza completa.
Non posso, ad esempio, cercare di descrivere un sistema tipo il teletrasporto di Star Trek in maniera pseudo scientifica se non ho almeno un minimo di conoscenza di quello che sto dicendo, cosi come non posso cercare di descrivere un intervento chirurgico se non conosco almeno un minimo di anatomia. Riallacciandomi ad una cosa che disse Maki una
volta, se dico che per operare un cancro al cervello inizio aprendo il pericardio o mi preparo una serie di scuse valide per “giustificare” quella cosa o evito di cercare di descrivere l’intervento limitandomi solo a dire che il chirurgo operò il cancro al cervello del tizio.
Ma se decido di cercare di mantenermi sul realistico o pseudo tale, come devo fare?
Intanto documentandosi su quella che è la realtà (e sul come farlo rimando al mio articolo sul tema).
Ipotizziamo, quindi, che io debba scrivere una scena in cui descrivo un intervento chirurgico.
Per prima cosa dovrei andare a vedere l’anatomia della zona in cui l’intervento viene eseguito. Se il mio personaggio deve subire un intervento al cuore, quindi, mi andrò a vedere (per sommi capi) l’anatomia del torace e del cuore stesso e cercherò qualche descrizione di come viene eseguito un intervento di cardiochirurgia.
Una volta avute le informazioni base potrò iniziare a scrivere e, sulla base di quello che ho letto, inventare una scena quantomeno plausibile.
Questo anche nel caso io decida di ambientare la mia storia in un ipotetico futuro in cui gli interventi si fanno dall’interno attraverso mini sommergibili iniettati in una vena.
Il Nautilus superò agilmente l’ostacolo creato dal turbinare della corrente sanguigna all’altezza della valvola e penetrò nel ventricolo destro. A quel punto il dottor Wasserman si mise ai comandi delle braccia robotiche che avrebbero condotto l’intervento di riparazione del muscolo papillare che si era rotto a causa dell’infarto e si preparò a ripararlo.
– Faccia attenzione a non ledere le coronarie! – lo avvisò il dottor Hiss tenendo sotto controllo le pulsazioni del cuore dal suo monitor telemetrico.
– So quello che faccio! – sibilò Wasserman visibilmente seccato da quella osservazione…
Un brano del genere, per quanto fantascientifico, contiene un chiaro errore che rischia di compromettere la cura con cui magari ci si è preparati per scrivere quella scena e mina, in un certo qual modo, quel realismo che stavamo cercando di dare alla scena1.
L’avvertimento dato dal dottor Hiss per quanto possa sembrare un tocco di realismo in più, oltre che caratterizzare anche di più i due personaggi, è un errore che un lettore attento e minimamente preparato può notare andando a vanificare i nostri sforzi di dare realismo ad una scena.
Se non si è del tutto sicuri, quindi, sarebbe preferibile o evitare una frase del genere o rimanere nel vago limitandosi a far dire al dottor Hiss di stare attento a non fare danni.
Altrettanto pernicioso, poi, può essere il ridondare con le informazioni tecniche o scientifiche nel tentativo di dare ancor più realismo alla scena.
Qualche lettore potrà sicuramente bearsi della descrizione minuziosa e precisa dell’anatomia cardiaca e dei muscoli papillari ma la maggior parte troverà la descrizione troppo tecnica, oltre che noiosa, e probabilmente la salterà a piè pari vanificando cosi lo sforzo dello scrittore.
Come sempre, quindi, in medio stat virtus.
Da tener conto, poi, è anche l’ambientazione della storia. Posso descrivere sicuramente una operazione al cervello fatta durante il periodo romano, nessuno me lo vieta, tanto più che sono riportati casi di interventi neurochirurgici in
epoche anche molto antiche con sopravvivenza del paziente (dedotta dal callo osseo che si è formato), ma devo fare attenzione a non inserire anacronismi che non siano pienamente giustificati e che probabilmente non farebbero sorridere il lettore ma lo convincerebbero a chiudere la storia e a dimenticarsi che esistiamo come autori.
In un certo senso potremmo descrivere questo errore come l’orologio al polso che non dovrebbe esserci, ovvero la comparsa di un film in costume che per errore porta un orologio da polso.
Ricordiamoci sempre che il lettore spesso e volentieri ci perdona delle sviste ma le castronerie difficilmente, invece, vengono perdonate.
Quindi va bene far operare al cervello un senatore romano ma con strumenti e conoscenze dell’epoca o giustificando la presenza di strumenti e conoscenze moderne
Note:
1 – dall’interno del cuore e lavorando su un muscolo papillare non è possibile
raggiungere, e quindi danneggiare, nessuna coronaria.
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